Il mondo dell’ingegneria comprende più discipline che concorrono in maniera integrata per realizzazione di opere in campo civile, edile e/o industriale con diversi gradi di complessità.
Tra queste l’ingegneria strutturale è una branca fondamentale che ha come finalità ultima la progettazione della struttura che costituirà l’ “ossatura” dell’opera da realizzare.
Vediamo quindi quali sono le figure coinvolte nel processo che porta alla definizione dell’organismo strutturale e quando è necessario interpellarsi a tale figura professionale.  Comunemente chi si occupa di ingegneria strutturale è, appunto, un ingegnere con una formazione specifica nel settore con possibilità di firmare e depositare i progetti presso gli organi competenti.

Di cosa si occupa l’ingegneria strutturale e quali sono le sue mansioni

Lo scopo di un ingegnere strutturale è quello di progettare e verificare la struttura nei confronti delle azioni esterne garantendo un adeguato margine di sicurezza nei confronti delle persone e delle cose. Il suo compito non si ferma soltanto qui ma prevede anche la verifica della struttura durante le azioni a cui è assoggettata quotidianamente in modo da garantire un adeguato livello di comfort per gli occupanti e senza pregiudicare l’estetica dell’opera nel suo complesso.
L’ambito di applicazione riguarda sia le nuove costruzioni che quelle già esistenti, provvedendo a redigere un apposito progetto ad hoc per le esigenze architettoniche. Quindi, il professionista si occuperà dapprima al reperimento di tutto il materiale necessario a caratterizzare lo stato dei luoghi, poi alla progettazione ed infine alla verifica di tutti gli elementi strutturali e non, che costituiscono l’organismo strutturale. Chiaramente questa attività deve procedere in parallelo con gli altri professionisti deputati a definire il progetto architettonico e impiantistico dell’opera nel suo complesso.

Mentre, durante lo sviluppo dei lavori l’ingegnere può svolgere attività di controllo per garantire la rispondenza tra il progetto e l’opera realizzata e coordinamento dei lavori, al termine dei suddetti lavori, se necessario, è richiesto un collaudo statico della struttura a cura di una terza figura competente in materia che verifica la rispondenza tra le prestazioni previste in fase di progetto e quelle dell’opera effettivamente realizzata.

Quando rivolgersi ad un professionista del settore?

Se non sei un esperto del settore, il consiglio è di contattare un ingegnere strutturale nel caso in cui sia necessaria una valutazione sulla stabilità di una struttura esistente, per la realizzazione di nuove opere oppure di modifiche significative al sistema strutturale esistente. Generalmente un ambito che porta ad un’interazione diretta tra un privato ed un ingegnere strutturista è la valutazione della sicurezza strutturale di edifici esistenti.

Per questa fattispecie, l’ingegnere è chiamato ad operare come un medico con il suo paziente: infatti, sulla base di accertamenti è chiamato a formulare una diagnosi ed a prevedere una prognosi che garantisca la completa guarigione del paziente. Da questo parallelismo risulta chiaro come le strutture invecchiano e siano soggette ad acciacchi sempre più marcati all’avanzare dell’età. Per questo motivo è buona prassi rivolgersi a specialisti del settore ogni qualvolta si manifestino comportamenti anomali delle strutture.

Ristrutturare casa: quando consultare un ingegnere strutturale

Nel caso di una ristrutturazione interna di un’abitazione che coinvolga una modifica dell’organismo strutturale la figura di riferimento deve essere un ingegnere strutturista, che provveda a redigere un apposito progetto che garantisca un adeguato grado di sicurezza strutturale. Comunemente, le opere strutturali che si riscontrano nelle ristrutturazioni sono le cerchiature di vani portanti, la realizzazione di soppalchi, la realizzazione di architravi che non richiedono alcun collaudo strutturale.

Dunque, anche in questo caso l’ingegnere assume un ruolo centrale nello sviluppo del progetto e nel coordinamento dei vari soggetti che figurano all’interno dei lavori.

L’iter progettuale: dal progetto all’opera compiuta

Da un punto di vista strutturale si possono identificare le seguenti fasi, che sono svolte da persone diverse.
La prima è quella della conoscenza dello stato dei luoghi, che prevede un’analisi preliminare e un accurato sopralluogo. La seconda riguarda la progettazione che deve essere una sintesi tra le varie discipline. Successivamente si procede con la fase dei lavori vera e propria, che comprende l’esecuzione di tutte le opere che costituiscono il progetto. In questa fase l’ingegnere ha il compito di dirigere i lavori, garantendo la rispondenza tra il progetto e le opere realizzate oltreché le attività di coordinamento delle maestranze in cantiere.
Il lavoro non termina qui, se è necessario, bisogna effettuare un collaudo delle opere eseguite attestando il raggiungimento del livello prestazionale definito in fase di progetto.

Quanto costa l’intervento di un ingegnere strutturale

Il costo di un intervento di calcolo o di controllo strutturale è variabile e dipende dal tipo di intervento che viene eseguito e dal livello di complessità intrinseco dell’opera.
Considerando un’alta variabilità delle possibili situazioni riscontrabili e sugli interventi da eseguire è difficile fare una stima economica accurata. D’altronde come abbiamo visto gli aspetti del progetto che riguardano l’ingegnere sono molteplici così come le responsabilità dirette che vengono assunte dal professionista. Per avere un’idea di massima si parte da un minimo di 1500 euro a un massimo che può arrivare a decine di migliaia di euro per gli interventi e le opere più complesse.