Il Governo italiano ha esteso anche per il 2023 gli ecobonus per la riqualificazione degli edifici scolastici, sostenendo l’efficientamento energetico e la sicurezza strutturale come punti cardine per uno sviluppo sostenibile.

Infatti, il governo ha deciso di estendere per altri due anni l’ecobonus e il sismabonus 110% per la messa in sicurezza degli edifici residenziali pubblici e privati e per garantirne il rinnovamento e l’efficienza energetica e l’abbattimento dei consumi. Il piano di riqualificazione punta ad intervenire sul patrimonio edilizio scolastico esistente con determinate operazioni volte a conferire una nuova capacità prestazionale agli edifici.


Quadro normativo e linee guida di riferimento

Stando a quanto previsto dall’articolo 3 (L. 23/1996) ha stabilito le aree di competenza degli edifici scolastici tra i vari operatori. In particolare, gli edifici adibiti a scuole per l’infanzia primaria e secondaria di primo grado sono di competenza dei comuni, mentre quelli destinati all’istruzione secondaria di secondo grado sono di competenza delle province.

L’efficienza energetica degli edifici rappresenta un nodo centrale nella lotta alle emissioni nel nostro paese, che segue il piano europeo per la transizione energetica e l’innovazione del mercato elettrico denominato Clean Energy Package. Nello specifico il piano di investimenti del PNRR (Piano Nazionale di Ripesa e Resilienza) M2C3, ha messo a disposizione un totale di 15,22 miliardi di euro, che raggiungono un totale di 22,26 miliardi di euro se si considera il piano di recovery complessivo (React UE e Fondo complementare).

Tra gli obiettivi primari da raggiungere troviamo l’aumento dell’efficienza energetica delle strutture pubbliche e private e l’integrazione delle energie rinnovabili. La quota di maggior peso che assorbe quasi il 90% dei fondi stanziati, è proprio quella che riguarda l’efficientamento energetico ed il miglioramento sismico nelle strutture pubbliche e private. Gli investimenti saranno favoriti dall’estensione del superbonus 110% che comprende l’ecobonus e il sismabonus, nel biennio 2021-2023. Il prolungamento dell’incentivo è stato determinato dall’introduzione del Decreto rilanci, che mira a stimolare il settore edilizio alla ristrutturazione degli edifici e a raggiungere gli obbiettivi di risparmio energetico e di riduzione delle emissioni entro il 2030.


Interventi negli edifici scolastici

Per quanto concerne le sole strutture pubbliche, la quota stanziata dal PNRR ammonta a 1,21 miliardi di euro che include la realizzazione di un piano di sostituzione degli edifici scolastici e la loro riqualificazione energetica. Nello specifico, gli investimenti mirano alla progressiva sostituzione del patrimonio edilizio scolastico in quanto ritenuto eccessivamente obsoleto e a creare delle strutture moderne, affidabili, all’avanguardia che stimolino l’insegnamento e l’apprendimento. Oltre a ciò, si punta a diminuire le emissioni inquinanti e gli eccessivi consumi, oltre all’aumento della sicurezza in ambito sismico e la costruzione di ampie zone verdi.

L’intervento è previsto su 195 edifici scolastici, per un totale di 410 mila metri quadri da riqualificare o edificare. Ne beneficeranno circa 58 mila studenti e la riduzione del consumo di energia ammonterà a circa il 50% di quella utilizzata attualmente, arrivando a un totale di 3,4 Ktep all’anno. Tali opere sono favorite da un piano di decarbossilazione totale degli edifici del settore civile che è previsto per il 2050, denominato Long Term Strategy e Renovation Wave, in cui si aggiunge una riforma per l’accelerazione e la semplificazione degli interventi per l’efficientamento energetico, affiancando misure di carattere economico ad altre di carattere non economico per la realizzazione dei lavori.

Come si esegue la riqualificazione energetica dell’edificio

L’opera di riqualificazione energetica dell’edificio (denominata anche retrofit) è un tipo di intervento di competenza dell’ingegneria edile/impiantista che mira a migliorare la qualità prestazionali da un punto di vista energetico, mediante strategie attive o passive di efficientamento energetico. Tali interventi sono volti ad:

  • aumentare il comfort degli spazi interni;
  • abbassare le emissioni inquinanti, salvaguardando l’ambiente;
  • ridurre gli sprechi di energia;
  • sfruttamento delle fonti energetiche rinnovabili in sostituzione di quelle fossili.

Per mezzo di un’analisi energetica dell’edificio si esegue valuta la classe energetica e si determinano i possibili interventi che possono apportare migliorie da un punto di vista energetico. I possibili interventi possono consistere in:

  • un miglioramento prestazionale dell’involucro edilizio (aumento isolante termico, sostituzione dei serramenti, ecc.);
  • sostituzione impianti di riscaldamento, refrigerazione e di illuminazione con prodotti più efficienti dal punto di vista delle emissioni e della resa energetica;
  • installazione di pannelli fotovoltaici e collettori solari per lo sfruttamento dell’energia solare;
  • gestire correttamente la ventilazione naturale per ridurre l’utilizzo di elementi meccanici;


La riqualificazione energetica mira a ridurre le emissioni per salvaguardare l’ambiente e a tutelare la salute e il benessere dell’uomo. L’intensa attività legislativa, sia a livello nazionale che internazionale, impone regolamentazioni tecniche e parametri di efficienza sempre più stringenti, oltre a norme sul consumo energetico che obbligano ad intervenire negli edifici portandoli a elevati standard prestazionali.


Miglioramento sismico dell’edificio

Come già accennato, la maggior parte degli edifici scolastici italiani risultano essere obsoleti sotto diversi punti, tra cui quello della sicurezza in ambito sismico. Un intervento di miglioramento sismico volge a traguardare un incremento delle prestazioni nei confronti delle azioni sismiche.

La maggior parte degli edifici adibiti a destinazione d’uso scolastica sono da considerarsi come strategici come altri edifici pubblici (ospedali, caserme, ecc.). Questo comporta che durante eventi sismici anche di portata considerevole questi garantiscono l’operatività in fase post-sismica dei locali. Le tipologie di intervento sono molteplici e sono legate alla vulnerabilità del manufatto ed alla pericolosità sismica del sito di costruzione.

Non risultando possibile adeguare tutti gli edifici agli standard prestazionali previsti dalle normative attuali (intervento di adeguamento), può risultare vantaggioso anche un intervento di miglioramento delle attuali capacità strutturali nei confronti delle azioni sismiche.


Conclusioni

Il prolungamento delle misure di finanziamento del PNRR è un incentivo per svolgere sia i lavori di riqualificazione energetica sia quelli di riduzione del rischi sismico. La condizione degli edifici nel nostro territorio è spesso precaria; pertanto, è necessario valutare attentamente un intervento che porti ad un miglioramento delle prestazioni.

Vista la delicatezza e la complessità dei lavori da eseguire, è opportuno rivolgersi a professionisti del settore che tramite opere di ingegneria migliorano, adeguano o realizzano strutture rispondenti agli standard attuali e con un occhio di riguardo al futuro.