Se hai intenzione di avviare una ristrutturazione che comporti un aumento del livello di sicurezza della tua casa rispetto alle azioni sismiche, ti sarà utile conoscere la differenza tra Adeguamento Sismico e Miglioramento Sismico, così da poter scegliere l’intervento più adeguato in funzione del livello di sicurezza che intendi raggiungere. In entrambi i casi potrai accedere alle agevolazioni previste grazie alla normativa sugli incentivi fiscali, Sismabonus.

Adeguare o Migliorare Sismicamente un edificio significa renderlo più resistente nei confronti di un terremoto. Entrambe le tipologie di intervento hanno come focus quello di aumentare la sicurezza di un edificio, ma secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC2018) i due termini hanno significati ben distinti. 

Vediamo dunque insieme quali sono le differenze e le analogie fra le due tipologie di intervento, così da poter considerare con maggior consapevolezza quale sia il tipo di intervento da applicare per migliorare la risposta sismica, e di conseguenza la sicurezza, del tuo edificio.

Adeguamento e Miglioramento sismico: analogie e differenze

Entrambe le tipologie di intervento agiscono su edifici già esistenti, con lo scopo condiviso di aumentarne il grado di sicurezza in risposta ad azioni sismiche. In particolare, in entrambi i casi, non potremo prescindere dal rinforzare e/o modificare gli elementi strutturali degli edifici.

La differenza è data dal livello di sicurezza sismica* raggiunto dopo l’intervento.

*La sicurezza sismica di un edificio viene espressa attraverso il parametro IS – Indice di sicurezza sismico (espresso in percentuale), che rappresenta il rapporto tra l’azione sismica massima sopportabile dalla struttura (Peak Ground Acceleration di capacità PGAc) e l’azione sismica massima di progetto per una nuova costruzione (Peak Ground Acceleration di domanda PGAd).

Interventi di Adeguamento Sismico

Interventi finalizzati al raggiungimento del livello di sicurezza che è richiesto dalla normativa per gli edifici di nuova costruzione.

IS-V ≥ 100%

L’intervento di adeguamento in alcuni casi non è una scelta, ma diventa obbligatorio, ad esempio, a titolo non esaustivo, quando si intenda:

  1. Sopraelevare la costruzione;
  2. Incrementare i carichi globali in fondazione di più del 10%;
  3. Cambiare destinazione d’uso di una costruzione (ad esempio da civile abitazione a scuola o altro edificio strategico).

Interventi di Miglioramento Sismico

Interventi finalizzati alla riduzione del rischio sismico, senza però la necessità di raggiungere la sicurezza richiesta alle nuove costruzioni. L’indice di sicurezza sismico a seguito degli interventi di miglioramento deve essere incrementato di un valore comunque non minore di 10%.

In entrambi i casi quindi viene migliorata la risposta sismica di un edificio esistente alle azioni di un terremoto, apportando variazioni di rigidezza, di resistenza o duttilità, dovute al rinforzo o all’inserimento di nuovi elementi strutturali, come per esempio, a titolo non esaustivo:

  • inserimento di tiranti metallici nelle murature;
  • posa di intonaci armati classici o fibrorinforzanti nelle murature;
  • iniezione di malte o resine termodurenti nelle murature;
  • irrigidimento dei solai con solette in calcestruzzo alleggerito o fibrorinforzate;
  • rinforzo delle strutture in cemento armato con l’utilizzo di materiali compositi (FRP).

È facile intuire che l’attività di adeguamento sismico è spesso molto più onerosa sia dal punto di vista tecnico che esecutivo rispetto al Miglioramento Sismico.

Agevolazioni fiscali per le attività di Miglioramento e Adeguamento sismico

Fortunatamente, il legislatore ha introdotto delle agevolazioni che prevedono una detrazione fiscale per le spese sostenute, il cosiddetto Sismabonus.

te nell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.3247 del 20 Marzo 2003. Questa opportunità è stata introdotta dal Decreto Ministeriale 14 marzo 2005, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 80 del 18 aprile 2005, ed è stata successivamente prorogata dal Decreto Legge 63/2013, convertito in Legge 90/2013.

Ormai prorogato fino al 2025, dalla Legge di Bilancio 2022, il Sismabonus incorpora tutti quegli interventi che prevedono la riduzione del rischio sismico di una costruzione esistente. Tale rischio è classificato in Italia in base a 4 zone di intensità sismica individua

Per poter beneficiare del Sismabonus gli interventi devono essere realizzati su edifici ad uso abitativo, appartenenti alle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, ubicati nelle zone sismiche 1, 2 e 3.

Riduzione del rischio sismico per il tuo edificio

Prima di avviare qualsiasi tipo di intervento strutturale, la costruzione esistente deve essere sottoposta a una valutazione della sicurezza che verifichi:

  • la tipologia costruttiva del fabbricato (muratura, calcestruzzo armato ecc…);
  • le caratteristiche geometriche degli elementi;
  • le caratteristiche meccaniche dei materiali;
  • le condizioni geologiche del terreno in cui sorge il fabbricato;
  • la presenza o meno di cedimenti del terreno;
  • l’eventuale presenza ed entità di quadri fessurativi esistenti;
  • la resistenza degli elementi strutturali e non strutturali.

Questo tipo di valutazione dovrà determinare il livello di sicurezza della costruzione ante e sarà finalizzata alla progettazione degli interventi per raggiungere il livello di sicurezza richiesto post.