Al giugno 2022, gli interventi finanziati dallo Stato attraverso il Super Ecobonus, ammontano a circa 27,4 miliardi di euro a fronte di 38,7 miliardi previsti a fine lavori (dati monitoraggio ENEA).

Il Superbonus 110% è stato introdotto dal decreto legge n.34/2020 artt. 119 e 121 ribattezzato “Decreto Rilancio” e ha subito poi nel tempo molte modifiche che riguardano, essenzialmente, la procedura di cessione del credito d’imposta e la proroga dei termini di realizzazione degli interventi.

Superbonus 110%: cos’è e quanto dura

L’art. 119 del decreto rilancio DL 34/20220 “Incentivi per efficientamento energetico, sisma bonus, fotovoltaico e colonnine di ricarica di veicoli Elettrici” indica che le detrazioni introdotte con il decreto-legge 4 giugno 2013 n. 63 convertito in l.90-2013 si applicano nella misura del 110% per le spese sostenute dal 1° Luglio 2020 e fino al 31 dicembre 2021 (prorogato per gli Edifici Unifamiliari al 31/12/2022, purché sia asseverato dal Direttore dei lavori il raggiungimento di almeno il 30% dello stato avanzamento lavori entro 30/09/2022, per i Condomini, Mini-condomini ed immobili da 2 a 4 Unità immobiliari con unico proprietario (o in comproprietà) al 31/12/2023). In pratica la detrazione introdotta nel 2013 per interventi di efficienza energetica e per riduzione del rischio sismico di un’immobile viene portata al 110%.

Tale rimborso avviene sotto forma di credito d’imposta e volendo riassumere vi sono 2 scenari possibili:

  1. Il beneficiario porta in detrazione autonomamente il credito: in questo caso deve anticipare il 100% della spesa che poi gli verrà riconosciuta nella misura del 110% in rate annuali di pari importo. In particolare il credito d’imposta viene spalmato negli anni successivi al sostenimento della spesa:
  2. Per le spese sostenute nel 2021: rimborso in 5 rate di pari importo (2022÷2026);
  3. Per le spese sostenute nel 2022: rimborso in 4 rate di pari importo (2023÷2026).
  4. Il beneficiario cede il credito di imposta.

Se da una parte è evidente il vantaggio di portare in detrazione la spesa sostenuta, in quanto viene riconosciuto il 110% della spesa, dall’altra parte non risulta sempre possibile farlo: infatti non possono usufruire dei vantaggi fiscali legati al Superbonus 110% i soggetti interessati da regimi fiscali agevolati (v. forfettario) o che rientrano in aree no tax o in generale coloro che non hanno un’imposta lorda annuale pari almeno al valore dei crediti di imposta maturati sui singoli cassetti fiscali. Per ottenere le agevolazioni, infatti, bisogna essere capienti: vuol dire che, trattandosi di un credito di imposta, devono esserci imposte che equiparino la somma spesa per i lavori, altrimenti l’extra importo non compensato entro lo specifico anno viene perso. Per tutti loro, l’unica opzione di accesso al superbonus è costituita dalla cessione di credito.

La cessione del credito

Dall’entrata in vigore del Superbonus 110% sono state tante le modifiche alle modalità di cessione o/e ai soggetti a cui è possibile cedere il credito. Ad oggi per i soggetti beneficiari del bonus vi sono 2 possibilità:

  1. Il beneficiario decide di anticipare il 100% della spesa e poi cedere in modo autonomo il credito a un qualsiasi istituto di credito (“prima cessione”). Sarà il soggetto cessionario (a cui è stato ceduto il credito) a liquidare il beneficiario portando in detrazione la spesa o provvedendo alla ricessione dello stesso credito ad un “soggetto qualificato”. Tale operazione ha un costo (oneri finanziari di cessione) che cambia da istituto a istituto (mediamente compreso tra il 10%-20% del 110% della spesa);
  2. Il beneficiario non anticipa la spesa, ma sfrutta l’opzione dello “sconto in fattura” dei fornitori (imprese, tecnici, general contractor). In pratica, anziché anticipare la spesa, o aspettare il rimborso “a rate” previsto dal decreto, il beneficiario cede il proprio credito di imposta al momento dello sconto in fattura operato dal fornitore (“cessione zero”). Il tecnico o l’impresa possono poi portare in detrazione la spesa o, a loro volta, cedere il credito di imposta a soggetti diversi (“prima cessione”). È chiaro che per il beneficiario tale sistema è il più favorevole, ma non tutti i fornitori sono in grado di anticipare i costi per questo tipo di interventi.

Superbonus 110%: soggetti beneficiari

I soggetti, persone fisiche o giuridiche, che possono usufruire dell’agevolazione fiscale sono:

  • persone fisiche (purché gli interventi non costituiscano asset aziendali e non siano strumentali all’esercizio di una professione o di un’attività)
  • istituti autonomi case popolari
  • cooperative che siano in possesso di immobili utilizzati dai propri soci
  • onlus e organizzazioni di volontariato
  • associazioni sportive dilettantistiche (in questo caso sono ammesse solo le spese finalizzate alla ristrutturazione degli spogliatoi)

I soggetti possono, inoltre, essere proprietari del bene oggetto di ristrutturazione (anche in qualità di nuda proprietà), locatari, familiari conviventi o coniugi. Ogni persona fisica può usufruire degli interventi privati Superbonus 110% (c.d. “trainati”) per massimo due unità immobiliari di sua proprietà; questo limite non si applica agli interventi su parti comuni di condomini (facciate, tetto, centrali termiche,…).

Superbonus 110%: interventi ammessi e limiti di spesa

Gli interventi ammessi per usufruire delle detrazioni fiscali riguardano in generale opere che rientrano nell’ingegneria civile che consentono di ridurre il rischio sismico di un edificio o permettono di aumentarne l’efficienza energetica.

Interventi trainanti

Nello specifico si hanno i cosiddetti interventi “Trainanti”, ovvero quelli che se non attivati non permettano di usufruire del Superbonus:

  • interventi di efficientamento energetico che permettono di far salire l’edificio di due classi energetiche;
    • isolamento termico (cappotto) delle superfici opache disperdenti siano esse verticali, orizzontali o oblique, che interessano l’involucro dell’edificio con incidenza superiore al 25%. Vale per condomini, edifici unifamiliari e plurifamiliari.
  • 50.000 euro abitazioni indipendenti e edifici unifamiliari
  • 40.000 euro per appartamento, negli edifici composti da 2 a 8 unità
  • 30.000 euro per appartamento per le unità eccedenti le 8 unità
  • interventi su parti comuni dell’edificio condominiale relativi a sostituzione impianti di climatizzazione invernale con impianti centralizzati per il riscaldamento e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria, a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A. Vale solo per i condomini.
  • 20.000 euro per ciascun appartamento di edifici composti max da 8 unità
  • 15.000 euro per ciascun appartamento eccedente le 8 unità
  • interventi su edifici unifamiliari di sostituzione di impianti di climatizzazione invernale con impianti per il riscaldamento e/o il raffrescamento e/o la fornitura di acqua calda sanitaria a condensazione, con efficienza almeno pari alla classe A. Vale per edifici unifamiliari o plurifamiliari con accesso autonomo.
  • 30.000 euro

Il passaggio di classe energetica risulta dagli Attestati di Prestazione Energetica (c.d. APE) redatti da un tecnico abilitato nella configurazione ante-operam (stato attuale) ed in quella post-operam (stato di progetto). Tuttavia, il doppio salto di classe energetica, benché necessario non è sufficiente da solo a permettere l’accesso al Superbonus ma deve essere effettuato attraverso almeno un intervento “trainante”, a scelta fra quelli già indicati in precedenza.

  • interventi di riduzione del rischio sismico (Sismabonus) nelle zone sismiche 1, 2 e 3, (medio-alta pericolosità sismica) che comportano nessun salto di classe o che consentono di passare ad una o più classi di rischio inferiore – sismoclass.
  • 96.000 euro per ciascuna unità immobiliare

Per dimostrare l’effettiva riduzione del rischio sismico vengono seguite le linee guida per la classificazione del rischio sismico delle costruzioni introdotte dal decreto sul sismabonus ordinario (DM 58 del 28/02/17 e modificato dal DM 65 del 07/03/2017, dal DM 24 del 09/01/20 e dal DM 329 del 06/08/20) in cui vengono enunciati 2 metodi di classificazione:

  1. Metodo convenzionale: Per interventi di miglioramento e adeguamento sismico come definiti dalle NTC 2018 in cui si attribuisce la classe di rischio sismico pre-operam (stato attuale) e post-operam (stato di progetto) come la peggiore tra:
    • Classe di rischio sismico identificata attraverso l’indice di sicurezza sismica allo Stato Limite di Salvaguardia della vita (IS-V)
    • Classe di rischio sismico identificata attraverso l’Indice di Perdita annua media attesa (PAM) quantificato attraverso il calcolo dei Tempi di ritorno di capacità allo Stato limite di Salvaguardia della vita (IS-V) e di Danno (IS-D) associati ai costi di ricostruzione (% CR) definiti dalle Linee Guida;
  2. Metodo Semplificato: Per interventi locali (di rafforzamento sismico) come definiti dalle NTC 2018. È applicabile:
    • agli edifici in muratura, per i quali permette la riduzione di massimo una sola classe rischio sismico ed attraverso un’identificazione tabellare della classe di vulnerabilità sismica dell’edificio pre-operam (a seconda del tipo di muratura e della zona sismica di appartenenza) e post-operam (a seconda degli interventi suggeriti utili al raggiungimento di un comportamento scatolare, eliminazione dei ribaltamenti dei maschi murari fuori dal proprio piano ecc..)
    • alle costruzioni con telai in c.a. orditi in entrambe le direzioni, per i quali vengono indicati gli interventi necessari per il salto di una classe (confinamento dei nodi, opere volte a scongiurare il ribaltamento delle tamponature ed eventuali opere di ripristino delle zone danneggiate e/o degradate)

Interventi trainati

Gli interventi “trainati” invece sono interventi che di per sé ricadrebbero nell’ecobonus ordinario con aliquota 50-65% a seconda dei casi, e che invece possono essere “trainati” con aliquota pari al 110% se innescati da almeno un intervento “trainante” tra quelli previsti. Oltre agli interventi dell’ecobonus (tra i quali spiccano la sostituzione degli infissi), sono interventi “trainati” anche l’installazione di pannelli fotovoltaici, dei relativi sistemi di accumulo (batterie), nonché l’installazione di colonnine di ricarica dei veicoli elettrici.

Gli interventi trainanti consentono di estendere la detrazione del 110% a tutti gli altri interventi di efficientamento energetico di cui all’art. 14 del d.l. 63/2013 con due precisazioni:

  • nei limiti di spesa previsti per ciascun intervento di efficienza energetica dalla legislazione vigente;
  • a condizione che siano eseguiti congiuntamente ad almeno uno degli interventi trainanti (sia di efficientamento energetico che antisismici).

Per l’installazione di impianti solari fotovoltaici connessi alla rete elettrica su edifici fino ad un ammontare complessivo delle spese non superiore a dell’impianto solare fotovoltaico, sono ammissibili opere di valore massimo pari a 48.000 euro, ovvero di 2.400 euro per ogni kW di potenza nominale per interventi di manutenzione straordinaria che viene ridotto a 1.600 euro per interventi di ristrutturazione edilizia.

Per l’installazione, contestuale o successiva all’installazione di impianti solari fotovoltaici, di sistemi di accumulo integrati negli impianti solari fotovoltaici agevolati, la somma massima rimborsabile è di 1.000 euro per ogni kWh di capacità di accumulo, nel limite complessivo di spesa di euro 48.000.

Per l’installazione di colonnine di ricarica veicoli elettrici negli edifici la spesa massima ammissibile è di 3.000 euro.

Superbonus 110%: come ottenerlo

Per ottenere l’agevolazione relativa al Superbonus 110% è necessario, relativamente agli interventi di efficientamento energetico, dimostrare di aver migliorato di almeno due classi l’efficienza energetica dell’edificio mentre, relativamente agli interventi di riduzione del rischio sismico (Sismabonus) sarà necessario dimostrare di aver “ridotto il rischio sismico” in accordo alle NTC 2018 e al DM 58 del 28/02/2017 e successive modificazioni e integrazioni.

Superbonus 110%: a chi rivolgersi

Il Superbonus 110% costituisce un’ottima opportunità per i privati proprietari di immobili sul territorio italiano. Tuttavia, la documentazione da produrre e il panorama normativo che risulta in continua evoluzione rende difficoltoso gestire in autonomia l’intera pratica incorrendo nel rischio di vedersi negare l’agevolazione a lavori eseguiti.

Allora come procedere?

Studio di fattibilità

Il primo passo è ottenere una “radiografia” dello stato attuale delle cose e, quindi, affidare a un professionista una valutazione preliminare, ovvero uno studio di fattibilità sismica e/o energetica pre-lavori.

Progettazione

Una volta verificata la fattibilità tecnico-economica dell’intervento si passerà alla fase di progettazione vera e propria, che parte da un rilievo del fabbricato coadiuvato da un’analisi storica e della documentazione relativa all’immobile. La progettazione riguarderà la parte antisismica (progettazione strutturale) e/o la parte energetica (progettazione energetica), in funzione delle esigenze del beneficiario. Il progetto prevederà sia una parte propedeutica alle pratiche necessarie (elaborati grafici, relazioni di calcolo, ecc..) sia una parte di computo metrico estimativo (capitolato), redatto con prezzari regionali e/o nazionali DEI, dal progettista strutturale e/o energetico. Il progetto strutturale dovrà essere depositato al Genio Civile.

La pratica urbanistica

Per poter usufruire dei bonus fiscali sarà necessario presentare al Comune di competenza la pratica urbanistica CILA-S (Comunicazione Inizio Lavori Asseverata – Superbonus), che risulta una SCIA “semplificata”, infatti, come riportato nell’art. 33 del DL 77/2021 del 31/05/2021 c.d. “Decreto Semplificazioni”, non è più richiesta l’attestazione dello stato legittimo dell’immobile ma, fermo restando la necessità di asseverare la conformità dell’intervento, dovranno essere solamente riportati gli “estremi del titolo abilitativo che ha previsto la costruzione dell’immobile oggetto di intervento o del provvedimento che ne ha consentito la legittimazione ovvero è attestato che la costruzione è stata completata in data antecedente al 1° settembre 1967”. Oltre ai consueti allegati delle pratiche urbanistiche, è necessario depositare, contestualmente alla CILA-S, l’asseverazione del progettista strutturale (ALL.B del DM 58 e s.m.i.) pena perdita dell’incentivo.

Le asservazioni tecniche

Per poter accedere agli incentivi, sono essenziali le asseverazioni firmate dal progettista strutturale (in fase di progetto) dal Direttore dei Lavori Strutturale (a fine lavori e/o a Stato di Avanzamento Lavori, per avanzamenti pari ad almeno il 30%) e/o dal progettista energetico (a fine lavori e/o a SAL, per avanzamenti lavori pari ad almeno il 30%). L’asseverazione è quel documento che certifica la congruità dei costi dell’intervento nel rispetto dei prezzari (regionale o nazionale DEI) e dei massimali previsti dal Superbonus per ogni singolo intervento.

Le asseverazioni del Direttore dei Lavori Strutturale verranno allegate alla fine lavori urbanistica mentre, l’asseverazione compilata dal progettista energetico dovrà essere inoltrata sul portale ENEA.

Il commercialista

Passaggio finale è il visto di conformità rilasciato da un commercialista a fine lavori e/o a SAL laddove il beneficiario usufruisse della cessione del credito o dello sconto in fattura.

Superbonus 110%: conclusioni

Il Superbonus 110%, nonostante l’iniziale diffidenza dei cittadini e delle imprese, nella seconda metà del 2021 è praticamente decollato. Si tratta di un’agevolazione fiscale riservata alla realizzazione di opere di riduzione del rischio sismico e/o efficientamento energetico.

L’agevolazione consiste in un credito d’imposta spalmato su quote annuali di pari importo fino al 2026. La caratteristica che lo ha reso popolare e vantaggioso, non è la detrazione diretta del beneficiario, ma la possibilità di cessione del credito d’imposta direttamente o indirettamente attraverso l’opzione dello sconto in fattura. La documentazione da produrre per le pratiche di cessione del credito è corposa e richiede l’ausilio di uno o più professionisti. Tuttavia, il Superbonus 110% costituisce una delle migliori opportunità di miglioramento energetico e/o sismico del patrimonio edilizio italiano previste dal Governo negli ultimi 20 anni, rappresenta un volano per il settore dell’edilizia ed il PIL del Paese, sfrutta un meccanismo finanziario virtuoso per lo Stato ed i Cittadini.